Cellulite, è possibile prevenirla?

La cellulite è senza dubbio uno degli argomenti che convoglia su di sé l’attenzione del mondo femminile, argomento che solitamente è connesso con la famosissima ritenzione idrica. Ma andiamo per gradi, partendo dal presupposto che sono due tematiche differenti ma in un certo senso associate.

La cellulite è una patologia multifattoriale presente nell’80-90% della popolazione femminile post puberale 1; è anche definita con il termine più tecnico di pannicolopatia fibrosclerotica edematosa, e la prima descrizione (seppur sommaria) di questa patologia risale al 1920 quando venne descritta come “edema interstiziale associato ad un aumento del contenuto di grassi”.

L’eziologia (causa) come detto resta multifattoriale, e le principali variabili in gioco sono le seguenti: genetica, sesso, sistema endocrino, stile di vita e alimentazione. Da ciò ne consegue che la cellulite è una problematica da trattare in maniera multidisciplinare che comprende il campo medico, dietetico, sportivo ed estetico2. L’inestetismo della pelle è una conseguenza di una disfunzione del microcircolo in prima istanza, il quale può anche essere associato ad uno stato di infiammazione e fibrosclerosi del tessuto connettivo3; il mix di queste condizioni porta al famoso e spesso detestato effetto a “buccia d’arancia”, con la pelle che appare ondulata e la contemporanea presenza di noduli, palpabili al tatto. La zona del corpo maggiormente colpita può essere circoscritta a quella gluteo-femorale, e nel caso in cui la situazione dovesse progredire in noduli e lesioni sclerotiche vi è la presenza indolenzimento, secchezza e assottigliamento della pelle che copre l’area anatomica modificata; Quest’ultima situazione non ha solo ripercussioni estetiche ma bensì salutistiche, in quanto tali e importanti modificazioni strutturali e morfologiche della pelle possono portare il soggetto ad avvertire indolenzimento e dolore.

Se la patogenesi della cellulite allo stato dell’arte non è ancora del tutto chiara e il mondo anglosassone la definisce come puro e semplice inestetismo, si possono indicare due fattori che svolgono un ruolo importante nelle primissime fasi, ossia disfunzione endoteliale e disturbi della microcircolazione.

Per riprendere l’inizio dell’articolo, cellulite e ritenzione idrica non sono la stessa cosa, ma quest’ultima segna l’inizio che potrebbe portare al processo descritto sopra; spesso le persone non soffrono di ritenzione idrica (o quantomeno in misura minoritaria di quanto pensano), ma questa rappresenta il punto d’inizio del processo della cellulite. È la fase più leggera, dai connotati reversibili, che trova il suo contesto all’interno del microcircolo e per la precisione nel punto di contatto tra arteriole e capillari; in questo caso vi può essere accumulo di liquido tra le cellule, conseguenza di una maggiore permeabilità vascolare e capillare. In questa fase non si hanno cambiamenti strutturali visibili a livello della cute, cosa che invece contraddistingue la fase successiva ossia quella che porta all’edema (eccessivo accumulo di liquidi fra le cellule) il quale a sua volta potrebbe fare da apripista alla cellulite vera e propria, con fibrosi prima e sclerosi successivamente. Questi ultimi passaggi (fibrosi e sclerosi) compromettono e modificano sensibilmente la struttura dei tessuti sottostanti, ragion per cui modificazione dell’alimentazione e inserimento dell’esercizio fisico potrebbero non essere sufficienti, richiedendo l’intervento chirurgico.

Schematicamente, è possibile suddividere il decorso della patologia in quattro stadi, visibili ad occhio nudo e indagabili con semplicità (conosciuta anche come scala di Nurberger e Muller):

  • stadio 0, non c’è alterazione della topografia cutanea. La pelle della zona interessata è liscia mentre si è in piedi o sdraiati, alterazioni visibili pizzicando la pelle o con la contrazione muscolare;
  • stadio 1, la pelle intorno all’area interessata è liscia mentre si è in piedi o sdraiati. I cambiamenti possono essere visti mentre si pizzica la pelle;
  • stadio 2, la pelle è liscia mentre si è sdraiati ma si osservano alternanze stando in piedi;
  • stadio 3, le alterazioni dello stadio 2 sono presenti insieme ad aree sollevati e noduli. I cambiamenti sono associati a dolore.

È possibile quindi prevenirla? Prestando attenzione fin dalla più giovane ai fattori modificabili, ossia alimentazione ed esercizio fisico; quest’ultimo dev’essere praticato con costanza fin da giovani, inserendo poi in età adulta anche esercizi contro resistenza (pesi). Eliminare il sale come molti pensano ha poco senso, certo non se ne deve abusare ma il sodio non rappresenta nè la causa né la risoluzione alla cellulite; senza dubbio ridurre il cosiddetto cibo spazzatura, fonte minimale di micronutrienti essenziali (vitamine e Sali minerali) ma carico di calorie, zuccheri semplici e grassi saturi. In ultimo, dieta ed esercizio fisico possono migliorare la composizione corporea del soggetto, riducendo peso e massa grassa, migliorandone al contempo la microcircolazione e il ritorno venoso, tuttavia non ha effetti diretti sulla cellulite quando si è al cospetto di una situazione fibro-sclerotica.

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