“L’arte della gioia”, di Goliarda Sapienza.

Un libro di ambizione per animi ribelli e rivoluzionari. Una terapia per solitari, visionari o troppo emancipati.

Una cara amica, lettrice appassionata, femminista incallita, di recente mi dice : “c’è per me, un tempo prima Modesta e un tempo dopo”. Come non riconoscersi in questa affermazione. In effetti, in questi tempi di “Storie per la buonanotte per bambine ribelli”, nato per combattere gli stereotipi di genere (libro che alla soglia dei 30 anni, senza figli, né nipoti a cui leggerlo, mi son regalata come fonte di ispirazione, che sfoglio spesso, prima di dormire, tutto tranne che un libro per soli bambine e bambini. O meglio perfetto per loro, ma anche per noi adulti, per ricordarci sempre le storie delle illustri donne che hanno cambiato la loro vita e il loro tempo. In tempo di film illustri come “Il diritto di contare”, candidato agli oscar, con la storia di tre donne afroamericane nel ’61, alle prese con la questione razziale, tre madri, tre compagne, tre lavoratrici in carriera, tre prodigi della matematica, assunte alla Nasa, sottolineano la lotta alla parità razziale, ma soprattutto, di genere. In questo tempo, la storia di Modesta, scritta ed edita postuma da Goliarda Sapienza, ne “L’arte della gioia” ha un che di attuale. Sponsorizzo vivamente la lettura per due motivi. Il primo, questa storia è stata un pò trascurata dal canone e portata alla ribalta successivamente solo grazie ad alcuni lettori e certamente grazie al marito della Speranza che nonostante i rifiuti editoriali e la giacenza in una cassapanca per almeno dieci anni, si è battuto perché la storia di questa piccola “carusa tosta” fosse edita e letta. La ribalta di chi non vince grandi premi, è persino un pò snobbato, ma viene apprezzato da chi è più vicino, fino al grande pubblico, è già per me fonte di approfondimento. Il secondo è per la carica di libertà e anticonvenzione che porta in se il romanzo. Evasione allo stato puro. La storia, ambientata storicamente in una Sicilia di inizio 900, è a tratti un romanzo storico, sicuramente fuori dalle linee, perché un romanzo femminile ed un romanzo isolano. La figura centrale della protagonista ti stregherà. Modesta è tutto tranne che modesta: una selvatica e ribelle, specie per il tempo che vive. Sono certa che tu che leggi, ora, il romanzo della Sapienza, un poco vorresti assomigliare a quella giovane donna, che nel romanzo cresce, matura e si emancipa attraverso prodezze sociali, culturali, emotive, sessuali. Il personaggio femminile unico e centrale è anticonformista, positivo per alcuni versi, ma come tutti i personaggi a tutto tondo delineati, anche negativo perché egoista, sfrontato e immorale, non solo per il suo tempo. Un libro sulla libertà di fuga dalle trappole dell’esistenza, che possono assumere le più svariate forme. E se credi che i vizi e le virtù di un’epoca lontana come quella di inizio ‘900 possano essere distanti da quelli attuali, dai spazio al libro, appassionati alle vicende e troverai un antidoto alle incongruenze della vita reale. Una Modesta ormai anziana, nelle ultime pagine del libro, dichiarerà: «No, non si può comunicare a nessuno questa gioia piena dell'eccitazione vitale di sfidare il tempo in due, d'essere compagni nel dilatarlo, vivendolo il più intensamente possibile prima che scatti l'ora dell'ultima avventura». Perché la scalata della protagonista lungo le pagine del libro, è sì, sociale, ma scalata alla gioia. L’arte della gioia, così difficile da raggiungere, così mutevole e sempre viva. L’amore vissuto incondizionatamente, al di là della morale, dei tempi e costumi, renderà Modesta libera. Libera di essere, di esprimersi, senza mai perdere la sua femminilità, nonostante il feuilleton amoroso, che in un turbinio di eros e passioni, che regge la trama del libro, a partire dalla prime righe. Un libro, perciò, sul destino e sulla libertà, una fuga dalle trappole esistenziali, che possono assumere le forme più svariate, tra cui quella che Modesta, a proposito della scrittura letteraria chiama antidoto alla vita reale.

Il lettore resta come stregato dall’indole machiavellianamente selvatica e ribelle di Modesta. Se ancora non lo hai fatto, potresti iniziare ad ascoltare la ammagliante storia di Modesta, magari audible o altre piattaforme di riproduzione, letta da una bravissima attrice quale Anita Zagaria, in accento rigorosamente siciliano. Consiglio in particolare a donne, anticonformiste e un pò ribelli, ma perché no, anche a qualche maschietto. Attenzione alla posologia: il libro è particolarmente lungo, talvolta potrebbe risultare anche un pò lento, come scorrimento trama ed immagini visive. Dialoghi talvolta ridondanti, ma persisti: non te ne pentirai, poche pagine ogni giorno, magari durante un periodo di vacanza, sono l’ideale.

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